venerdì 17 luglio 2015

Un segno di fratellanza



Tempo fa, nella piazza del mio paese, alcuni giovani sorridenti portavono al collo un cartello: ''Abbracci gratis''. Ho voluto conoscerli e mi hanno spiegato che l'iniziativa, laica era nata in australia nel 2004 e si stava diffondendo in tutto il mondo per portare gioia e fratellanza. L'ho collegata all'invito religioso che durante la Messa rivolgo ai fedeli ''Scambiatevi un seggno di pace''. La stretta di mano in chiesa è spesso un pò formale e mi piacerebbe che diventasse un abbraccio, perchè ha una motivazione profonda per chi vuol vivere la fraternità cristiana.Ecco perchè mi è piaciuta l'idea di regalare abbracci. ho letto poi che a Tokio sono stati aperti alcuni locali delle coccole e a New York c'è un bar che in ambienti riservati venede gesti affettuosi per 60 dollari l'ora (proibita l'attività sessuale).

Una persona che si riduce a pagare per un po ò di tenerezza si trova probabilmente in periodo di stress o di profonda solitudine. Ma questa ricerca di affetto prezzolato è anche un segnale che la nostra società, progredita e opulenta, porta con sè un isolamento quasi patologico. Jackie Samuel, 29 anni, titolare di una Snuggery (coccoleria negli Usa, ha detto: ''Chi non ha nessuno nella vita ha bisogno di un contatto rassicurante e gli abbracci fanno bene''. Alla domanda su come mai solo i maschi frequentano il suo centro ha risposto che le donne non spendono per le coccole. Tirchie o più fortie appagate?


Don Luigi Poretti
sacerdote dal 1970, ha passato
25 anni tra i giovani. É un parroco di
 periferia che ama stare tra la gente.

























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