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Materiale di studio per Oss: le emozioni



Che cos'è un'emozione?
E' uno stato personale che comprende:

  • un'attivazione fisiologica
  • la valutazione fisiologica
  • espressione di un comportamento osservabile dall'esterno

Il significato emotivo che diamo agli eventi dipende dal fatto di valutarli positivi o negativi. L'idea che le emozioni siano provocate da come noi giudichiamo le cose e non da come sono le cose, ci aiuta a capire perchè persone diverse possono avere delle reazioni emotive molto diverse dei confronti dello stesso oggetto e situazione.

Principali teorie sulle emozioni
Teoria di James - Lange:
percapiamo lo stimolo emotigeno, si hanno delle alterazioni fisiologiche (attraverso l'attivazione del SNA), si prova l'esperienza emotiva nel cervello.

Teoria di Cannon:
lo stimolo emotigeno provoca contemporaneamente sia l'attivazione fisiologica che l'esperienza emotiva nel cervello (come processi paralleli).

Teoria fisiologica moderna:
ciascuno dei tre fattori principalmente coinvolti in una risposta fisiologica (percezione dello stimolo emotigeno, attivazione fiosiologica, esperienza emotiva), influenza gli altri due.

La teoria di James - Lange sostiene che stimoli emotigeni diversi inducono diverse attivazioni fisiologiche, e queste a loro volta, producono diverse esperienze emotive. Al contrario, la teoria di Cannon sostiene che tutti gli stimoli emotigeni danno inizio ad uno stesso tipo di attivazione fisiologica.

Fisiologia delle emozioni
Il sistema nervoso è composto dal sistema nervoso centrale, (cervello e midollo), e dal sistema nervoso periferico (sistema nervoso somatico e sistema nervoso autonomo, che regola le reazioni autonome dell'organismo, ovvero quelle reazioni che non dipendono dalla nostra volontà come oer esempio la respirazione, il battito cardiaco, ecc).
Il sistema nervoeso autonomo è formato a sua volta SNsimpatico, che stimola, organizza e mobilita le risorse energetiche per far fronte a situazioni di pericolo, e dal SNparasimpatico, che tende a mantenere e conservare tali risorse.
Il SN autonomo regola le reazioni autonome dell'organismo, ovvero quelle reazioni che non dipendono dalla nostra volontaà, per esempio la respirazione, i battiti del cuore ecc.

L'attivazione fisiologica del nostro organismo, in risposta ad uno stimolo emotigeno, può avvenire attraverso l'attivazione di due canali:
  1. attivazione del SN sinpatico:  Rapida risposta automatica inconsapevole  ad uno stimolo emotigeno, che produce direttamente l'adrenalina, dando così via allo stato di attivazione dell'organismo inducendo un aumento del tono muscolare, dei battiti cardiaci, della respirazione, ecc.
  2. attivazione dell'asse ipotalamo - iprofisi - surrene: risposta più lenta dell'organismo,in questo caso l'adrenalina viene prodotta dalla midollare del surrene. L'ipotalamo produce delle sostanze (fattori di rilascio), queste sostanze vanno ad agire a livello ipofisario, qui viene prodotto l'ormone ACTH, che va a stimolare il surrene, formato da due strati, un rivestimentoe esterno, che è la corteccia surrenale, e una parte interna, che è la midollare del surrene, che produce adrenalina, che permette la liberazione di energia e l'utilizzazione immediata di questa energia.
Emozioni primarie
Esistono delle emozioni definite primarie perchè la loro espressione facciale è riscontrabile in tutte le civiltà, queste emozioni sono:
Tristezza: stato d'animo o di umore malinconico, che può presentarsi anche senza cause note, ma che comunque è associato a delusioni, sconforto, frustrazione, 
Disgusto: si riferisce sopratutto all'ingerimento del cibo, o l'inalazione di odori.
Comunque legato a delle sensazioni sgradevoli.
Gioia: appare come l'emozione che segue il soddisfamento di una richiesta o la realizzazione di un desiderio.
Rabbia: tipica reazione alla frustazione o alla costrizione sia fisica che psicologica.
Paura: tipico segnale di allarme o tentativo di evitare qualcosa o qualcuno, che appare minaccioso o pericoloso.
Soppresa: è legata alla meraviglia, allo stupore e in generale a tutte quelle sensazioni intense ed imprvvise.

Universalità delle emozioni
L'espressionne facciale delle emozioni utilizza un repertorio innato di movimenti dei muscoli. Infatti alcuni ricercatori hanno analizzato l'abilità degli indigeni di una tribù isolata della Nuova Guinea nel riconoscere l'emozioni attraverso l'espressione facciale di persone appartenenti alla culutura occidentale, riscontrando che i soggetti non mostravano alcuna difficoltà in questo tipo di compito e che, essi stessi, producevano espressioni facciali facilmente interpretabili dagli occidentali.
L'evidenza che persone , mai venute in contatto le une con le altre, mostravano le stesse espressioni facciali, ha condotto i reicercatori alla conclusione che queste espressioni siano il risultato di schemi comportamentali non appresi.
Altri ricercatori hanno posto a confronto le espressioni facciali di bambini ciechi dalla nascita e di bambini vedenti normalimente, ritenendo che il riscontro di corrispondenze tra due gruppi autorizze rebbe la conclusione che tali espressioni hanno un'origine naturale della nostra specie e non richiedono un apprendimento per imitazione, infatti le spressioni facciali dei bambini ciechi e dei bambini che vedono normalmente sono molto simili.


L'emisfero destro ha maggiori competenze nel riconoscimento e dell'espressione delle emozioni.
Sembra che l'emisfero destro giochi un ruolo più importante nella decodificazione delle emozioni rispetto all'emisfero sinistro. Infatti si è notata una superiorità dell'orecchio sinistro e del campo visivo di sinistra nel riconoscimento degli stimoli emotivi. Quando gli stimoli sono presentati nel campo visivo di sinistra o all'orecchio di sinistra, l'emisfero destro riceve informazioni più accurate  (dello stimolo emotigeno) rispetto all'emisfero sinistro.
Nel processo di scolto di un messaggio, l'emisfero destro valuta l'espressione emozionale della voce, mentre quello di sinistra stabilisce il significato delle parole. Questo è stato confermato anche da un esperimento: i soggetti erano impegnati nell'ascolto di alcune frasi per identificarne il contenuto emotivo. In una prima condizione sperimentale, ai soggetti veniva chiesto di ascoltare il significato delle parole e di stabilire se lo stato d'animo dei personaggi potesse essere felice, triste, arrabbiato ecc. In un'altra condizione sperimentale, i soggetti dovevano giudicare lo stato emotivo in base al tono della voce. Si è rilevato che il compito di interpretazione dell'emozione in base al significato delle parole aumentava  l'attivazione dell'emisfero sinistro, mentre la comprensione dell'emozione del tono della voce aumentava l'attivazione dell'emisfero destro.


L'espressione delle emozioni
Sono automatiche e involontarie. Non è facile produrre un'espresione facciale realistica quando questa non coincide con lo stato d'animo provato. Infatti una volta che l'emozione viene provata, l'espressione facciale segue naturalmente: Questa osservazione è confermata da due disturbi neurologici:

  1. la paresi dei movimenti facciali volontari: il paziente non può muovere volontariamente i muscoli facciali, ma è in gardo di esprimere un emozione spontanea con quegli stessi muscoli.
  2. la peresi dei movimenti faccialispontanei: il paziente può muovere volontariamente i muscoli facciali, ma non può muovere questi stessi muscoli spontaniamente.














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