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Materiale di studio per Oss: La morte

                                     MATERIALE DI STUDIO PER OSS: LA MORTE

L'idea della morte, come è presente oggi, è il risultato di una evoluzione degli atteggiamenti verificatesi a partire dal rinascimento.
Nel Medioevo la vita media era molto breve: la mortalità infantile era evlevata, le epidemie dilagavano, la vita in generale era considerata come una condizione precaria. La morte era un fatto sociale privo di una carica angosciosa, accettata dalla gente come un evento ineluttabile. Il malato sapeva che la medicina poteva ben poco e sapaeva che la morte era in attesa.

L'atteggiamento dell'uomo medievale nei confronti della morte si oppone troppo al nostro, in cui la morte fa paura al punto che non possiamo neanche più pronuciarne il nome.
La concezione rinascimentale dell'uomo riccofortepotente, che può tutto, fa nascere l'amore per la vita che si contrappone nettamente all'orrore per la morte. Sul piano psicologico l'impatto con la morte avviene emotivamente per fasi (salvo che venga meno il tempo).Le fasi emozionali del morire sono adattive, come è adattiva la funzione dell'emozione. Per questo motivo il morire è prevalentemente un fenomeno emozionale.

Sono stati individuati e descritti sette stadi emozionali del morire:
  1. lo shock iniziale: in cui prevalgono emozioni come la sorpresa e il terrore che si esprime nell'idea che il fatto non ci riguarda 
  2. il rifiuto: ''perchè proprio a me? Non è possibile ci deve essere un errore''
  3. la rabbia e la collera: scattano quando la diagnosi è definitiva. La persona se la prende con tutti, parenti, amici
  4. il patteggiamento: ''prometto che se mi salverò....'' Si verifica una intesa contaminazione emozionale a cui partecipa per empatia tutta la famiglia
  5. la tristezza e la depressione: subentrano non appena il morente si rende conto che gli altri sono più gentilio e affettuosi con lui. Percepisce questo loro comportamento come una strategia per nascondergli la verità. Diventa diffidente, apatico, si isola.
  6. l'accettazione: posizione mentale più realistica , dato che la morte è inevitabile. Con l'accettazione inizia il distacco da tutti e prevalgono ricordi del passato.
  7. la perdita di motivazione: si perde l'interesse per le cose di ''questo mondo'', ma si prova un'intensa curiosità per ''l'altro mondo'', ''dove sarò quando non ci sarò più?''
Esistono diversi tipi di morte:
  • morte sociale: caratterizzata dal ritiro e dealla separazione dell'assistito dagli altri, a volte è la famiglia stessa che considerata questosuo parente come se fosse morto, cioè lo abbandona a se stesso e lo affida a figure esterne di aiuto
  • morte psichica: la persona si sente morta e si ritira in se stessa, comportandosi in modo da rifiutare la vita
  • morte biologica: esiste il corpo, ma la persona non è cosciente (coma)
  • morte fisiologica: gli organi hanno cessato di funzionare (decesso)
Nel caso della morte la risposta emozionale di ogni uomo è diversa e specifica.

L'operatore può spesso trovarsi di fronte a situazioni di morte sociale o psicologica ,sopratutto quando l'assistenza è prestata ai malati terminali. C'è poi il caso della morte biologica, che comporta in prevalenza dell'agire tecnico su quello di relazione, dal momento che l'altro non è cosciente: la persona ha comunque bisogno di cure e la relazionesi mantiene in vita con lei, con i familiari. L'atteggiamento dell'operatore di fronte alla morte fisiologica e di forte ambivalenza sentirà, infatti,insorge amore, tenerezza, pietà am anche rabbia, disperazione, sensazioni di impotenza.

Se ci aspettiamo che l'amore sia il solo sentimento nell'assistenza ad un morente non saremo preparati all'insorgenza dei sentimenti negativi che inevitalbilmente accompagnano la morte di una persona: rischieremo di non essere preparati ad elaborare la morte con un processo appropriato di lutto e cordoglio, che si basa sulriconoscimento e sull'integrazione dei nostri sentimenti di ''amore'' ed ''odio'' per la persona che non c'è più. L'incapacità di elaborazione del lutto potrebbe avere notevoli ripercussioni negative e non saremo di alcun sostegno alle persone che circondano il malato. Più gravi potrebbero essere le conseguenze per il futuro, perchè l'esperienza non rielaborata potrebbe ostacolarsi nell'istaturare nuove relazioni d'aiuto.

In realtà in ogni momento non esistono reazioni giuste o sbagliate ma soltanto emozioni molto intensi e coinvolgenti. quindi non è utile concentrarci sulle regole da rispettare ma pensare cosa possiamo fare per aiutare il malato e suoi familiari nel pieno rispetto del momento che stanno vivendo senza false nè facili ottimismi.










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