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Convitto Pontano alla Conocchia Napoli Rione Sanità

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CONVITTO PONTANO ALLA CONOCCHIA - RIONE SANITA'
Il Convitto Pontano alla Conocchia è un edificio storico del Rione Sanità in Napoli. In passato è stato di proprietà della Compagnia di Gesù e per cui è noto anche come Convitto Nazionale dei Gesuiti oppure Istituto Francesco Giordani alla Conocchia.

Materiale di studio per Oss: la malattia degenerativa e terminale l'operatore come li affronta



                                                          La malattia degenerativa

Nel caso della malattia degenerativa, nella quale l'assistito si trova a dover affrontare un continuo adattamento alla condizione di esistenza, che lentamente si modifica, fino a compromettere le sue reali possibilità di autonomia. L'assistito e la famiglia si trovano a dover fare i conti con una situazione in cui la persona malata sa che è destinata a perdere nel tempo le proprie capacità, mano a mano che la malattia avanza. Ciò può provocare crisi depressive molto forti che inpediscono una riabilitazione efficace, Lavorare con una persona di questo tipo per l'operatore può risultare molto stressante, perchè il malato potrebbe respingere il suo aiuto.. L'operatore dovrà stimolare la persona facendole vedere che è sempre possibile far molto per recuperare le proprie capacità allo scopo di portarla a migliorare il suo stato emotivo, cosa che le darà forza e ciò potrà rallentare il decorso alla malattia.


                                                            La malattia terminale


In questo caso per l'operatore la morte può essre vissuta come frustrazione e fallimento del proprio lavoro, per cui potrebbe derivarne uno stato di malessere che compromette la sua stabilità emotiva e la sua capacità di assistere davvero il malato. L'opertatore deve sapere che questi sentimenti in certa misura sono normali e che non è il solo a provarli, ma spesso riguardano anche la famiglia dell'assisstito, che avolte assume un atteggiamento di rifiuto e affida all'esterno la vita del proprio parente, perchè non tollera questi sentimenti negativi.

E' possibile che il malato provi rabbia perché il destino gli ha riservato tutto questo:spesso questa aggressività si riserva sull'operatore, che però deve cercare di non reagire in quanto, se cosi facesse, favorirebbe l'instaurarsi di una relazione disfunzionale. Al contrario, deve accettare questa rabbia come una reazione naturale del paziente e capire che in realtà non è rivolta all'operatore, ma è solo espressa dall'assistito per liberarsene in qualche modo. Quando il malato capisce che deve arrendersi all'idea della morte, si sente impotente, solo, disperato e l'operatore potrebbe aiutarlo parlando con lui, per facilitare la preparazione e l'accettazione della morte come fase naturale della vita.


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