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Materiale di studio per Oss: la malattia



                                                               La malattia


Si definisce malattia qualsiasi alterazione dello stato dell'organismo, capace di ridurre, modificare negativamente o persino eliminare la funzionalità normali della persona.
La scienza che studia le malattie è la patologia: ne studia le cause (eziologia), i meccanismi e l'evoluzione (patogenesi), i mezzi per combatterla (terapia).

                                                   La malattia come stato di crisi

Lo stato di crisi è quello stadio che si attraversa ogni qual volta entra in atto nella nostra vita, un processo di cambiamento.
Tale cambiamento spesso porta all messa in discussione dei punti fermi della nostra vita. Per questo esso è accompagnato da un senso di confusione e smarrimento.
Lo stato di crisi quindi richiede un riadattamento della persona delle circostanze nuove venutesi a creare. Molto spesso si tende a rifiutare quanto sta accadendo, spinti dalla convinzione di non averlo voluto, di non averlo scelto. Ciò è chiaramente evidente nello stato di malattia. Infatti se un banale raffreddore viene affrontato con serenità ciò non accade con malattie più gravi.


                                   Il disagio emotivo della paresona malata

Le reazioni emotive della diagnosi di una malattia grave possono e
ssere molteplici:

  1. Bisogni psicologici:
  • di rassicurazione
  • di vicinanza emotiva dei familiari e dei sanitario
  • di ricevere informazioni chiare 
    2.   Bisogni di cura
    3.   Bisogni assistenziali

Emozioni come la rabbia, paura e il senso di colpa, possono trasformarsi in sintomi ansiosi:
  • insonnia
  • agitazione
  • difficoltà di concentrazione, ecc.
Ma anche in sintomi depressivi:
  • inappetenza 
  • apatia
  • bassa autostima
  • basso tono dell'umore
L'accettazione e l'elaborazione cognitiva da parte dell'assistito e dei suoi familiari, la cui esistenza e radicamente cambiata in conseguenza della malattia, sono condizioni fondamentali per la riabiliatazione in senso positivo, ciò contribuirà a contenere le ripercussioni negative; al contrario se l'assistito s i suoi familiari avranno un atteggiamento di rifiuto nei confronti della malattia, ciò avrà effetti negativi sulla qualità della vita stessa.

Qualunque sia la natura della sua malattia, un malto può avere spesso forti reazioni emotive, tali da diventare motivo di sofferenza anche più grave e difficile da superare rispetto ai sintomi fisici.
Dal punto di vista psicologico non si parla di sintomo, ma di reazioni emotive che sono naturali da parte della persona malata, sopratutto nel caso di malattie invalidanti,; in questo caso le risposte
emotive sono appropriate e correlate dalla gravità dell'evento e dalla personalità del malato.
Quindi il rapporto dell'individuo alla malattia è di reciproca influenza e le razioni individuali alla malttia dipendono dalla sua gravità, dalla durata e dalla sua natura.

Per l'umo l'infermità è una realtà che contemporaneamente implica:
  • sensazioni (provoca infatti reazioni fisiche)
  • aspetti affettivi (emozioni, sentimenti)
  • aspetti cognitivi (ragionamenti, pensieri, bisogno di sapere e di capire)
Gli atteggiamenti psicologici individuali influiscono sul decorso della malattia, anche dal punto di vista fisico, sia in senso positivo che negativo: nel depresso, ad esempio, si nota una diminuzione delle difese immunitarie, e nella persona che affronta con serenità ciò che le sta capitando le difese immunitarie aumentano. La reazione alla malattia può oscillare fra due poli principali, isolamento/dwpressione e rabbia/aggressività, che sono condizioni emotive del tutto normali.
Ogni individuo può reagire attivamente, lottando con tutte le sue forze, p passivamente, in modo depressivo, lasciando che le cose facciano il loro corso. Le che tendono di stabilire con il malato una relazione d'aiuto dovranno farsi carico di questi sentimenti: ciò vuol dire tenerli presenti non accollarsene. Fondadamentale è porre il malato al centro delle nostre cure agendo nel rispetto della sua individualità, delle sue esigenze di assistenza e dei suoi bisogni. Ogni malato ha una diversa soglia di sopportazione del dolore, alcuni si disperano, altri lo esprimono affatto, ma ciò non vuol dire che non lo provano.






















                                                           

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