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Le speranze per il vaccino per l'epatite C vengono dal centro Ceinge di Napoli


Un vaccino contro l’epatite C, e non solo. Viene da Napoli, dal centro Ceinge diretto dal dottor Francesco Salvatore, la novità carica di ottime speranze per combattere una delle malattie più pericolose e non solo questa, dato che il centro opera anche su test per vaccini anti-Ebola e anti Virus Respiratorio RSV.


“La particolarità di questo vaccino” spiegano i ricercatori coinvolti “è che si basa su vettori adenovirali animali, precisamente derivati dagli scimpanzé”. I vettori adenovirali sono sorte di “contenitori” che portano virus innocui dentro l’organismo, così da poter studiare le reazioni del corpo in presenza del virus ma senza correre rischi troppo gravi. Il problema è che spesso i vettori umani sono troppo deboli e l’organismo non sempre li recepisce come “nemici” veri e propri. Invece i vettori presi da virus animali riescono a creare una reazione immunitaria più decisa nell’uomo e quindi a validare meglio i test.
L’esperimento napoletano ha usato vettori di adenovirus dell’epatite C degli scimpanzé, e sulla reazione immunitaria che ne è scaturita nell’uomo ha elaborato le basi per il vaccino che si sta mettendo a punto in questi mesi. Le prime prove sono state superate e dunque l’idea è stata promossa a pieni voti per la prima fase. Seguiranno altri test per confermarla e per ottenere la definitiva approvazione.

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