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Convitto Pontano alla Conocchia Napoli Rione Sanità

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CONVITTO PONTANO ALLA CONOCCHIA - RIONE SANITA'
Il Convitto Pontano alla Conocchia è un edificio storico del Rione Sanità in Napoli. In passato è stato di proprietà della Compagnia di Gesù e per cui è noto anche come Convitto Nazionale dei Gesuiti oppure Istituto Francesco Giordani alla Conocchia.

Il VAC macchina sottovuoto che riesce a curare le ferite più difficili

VAC MACCHINA SOTTOVUOTO PER  LE FERITE DIFFICILI VEDIAMO A CHE COSA SERVE E COME FUNZIONA

Avvalendosi di un apparecchio grande come una scatola da scarpe e alimentato a batteria, il paziente in terapia può spostarsi agevolmente dal proprio letto senza pregiudicare l’efficacia del trattamento.


Ma è vero che è possibile che le ferite vengano messe “sottovuoto?” Sì, proprio sottovuoto! La ricerca medica è giunta ad una scoperta che, all'apparenza, è incredibile: le ferite aperte, quelle che non guariscono da sole e le ulcere infette, possono essere trattate mettendole “sottovuoto”. Il sistema denominato VAC® (Vacuum Assisted Closure) è un metodo attraverso il quale una ferita che non guarisce, soprattutto se particolarmente estesa, viene trattata e riempita con una spugna di colore nero, coperta da un foglio di cellophane perfettamente adesivo.

Attraverso un foro sul  ellophane in corrispondenza della lesione si realizza il “sottovuoto”, applicando un tubicino (della lunghezza di un paio di metri) collegato ad un apparecchio che crea il vuoto e raccoglie le secrezioni da eliminare. Attraverso questo sistema, il vuoto aspira le secrezioni che si raccolgono nella spugna a contatto con le pareti della ferita; così la ferita resta sempre pulita, il materiale infetto non ristagna e si determinano le condizioni affinché la guarigione possa avvenire con maggiore rapidità. Ma, di che tipo di vuoto si tratta? Niente di speciale in realtà, qualcosa del tutto simile a quello che può essere prodotto dall’ aspirapolvere di casa.
Naturalmente la macchina per uso biomedicale, che ha le dimensioni di una scatola da scarpe e che sta agganciata al bordo del letto, è molto silenziosa e svolge il suo lavoro in maniera professionale con numerosi regolatori della pressione ed allarmi per ogni evenienza. L’ apparecchio è alimentato da batterie ed è quindi trasportabile dallo stesso paziente che voglia andare a spasso per il reparto. La cura con il vuoto è continuativa, dura alcuni giorni e nei casi più gravi anche settimane o mesi. I risultati sono molto buoni. La medicazione deve essere rinnovata ogni 2 o 3 giorni, sia perché la spugna si sporca e le sue celle si ostruiscono e quindi deve essere sostituita, sia perché, mano a mano che procede la guarigione della ferita, le dimensioni della spugna devono essere ridotte.


Fin dalla sua introduzione nel 1995 (U.S.A. ed Europa), la medicazione “sottovuoto” ha cambiato il modo di curare le ferite più gravi e vi è ormai un elevatissimo numero di evidenze cliniche pubblicate. La medicazione in depressione (questo è il termine tecnico) è stata infatti finora prescritta per il trattamento di oltre 8 milioni di ferite in tutto il mondo.








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