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 Residenza sanitaria assistenziale (R.S.A.)


Residenza sanitaria assistenziale (R.S.A.)

Particolare rilievo nell'assistenza geriatrica assumono le Residenze sanitarie assistenziali (R.S.A.) che sono strutture dipendenti dalle ASL create per dare risposte alle esigenze di anziani non autosufficienti e non trattabili a domicilio.
Secondo le indicazioni stabilite dalle linee guida del ministero della Sanità sono strutture a metà strada tra una casa albergo e un ospedale vero e proprio. In media devono avere 60 posti letto, suddivisi in settori da 20-25. Solo in aree densamente popolate si può arrivare a strutture di 120 posti letto.
Le R.S.A. si trovano generalmente in zone già urbanizzate, collegate da mezzi pubblici ai centri urbani per evitare ogni forma di isolamento delle persone anziane o difficoltà di incontro con i familiari o di allontanamento dall'ambito sociale di appartenenza.
Agli ospiti è destinata una camera che divideranno al massimo con altre tre persone, dotata di bagno autonomo. Soprattutto nelle residenze di recente costruzione vengono proposti modelli abitativi di tipo familiare.
L'assistenza sociale nelle residenze è assicurata 24 ore al giorno dal personale addetto che aiuta gli anziani non autosufficienti nelle faccende domestiche e nella cura della propria persona; mentre degli aiuti sanitari si occupano infermieri, terapisti della riabilitazione, medici di famiglia, geriatri e altri specialisti.
Per richiederne l'accesso a una RSA è necessario rivolgersi alla ASL o al Servizio sociale del quartiere di residenza, in modo da avere riconosciuta la condizione di non autosufficienza.
Per quanto riguarda la partecipazione alle spese, l'indirizzo prevalente è quello di far pagare all'utente le spese alberghiere e sociali, mentre quelle sanitarie sono a carico dell'ASL.
Stabilite dagli enti che gestiscono le RSA in accordo con il Comune, le spese sono dunque in parte a carico del Servizio sanitario nazionale, in parte a carico del Comune e in parte a carico dell'utente e della sua famiglia. In base all'art. 25 della legge n. 328/2000 e ai decreti legislativi n. 109/1998 e n. 130/2000, gli oneri a carico dell'utente non sono calcolati solo in base al reddito ma anche tenendo conto dei beni mobiliari e immobiliari.
La tariffa giornaliera a carico del paziente varia a seconda delle Regioni e si differenzia in base al fatto che il posto letto sia convenzionato con il Servizio sanitario nazionale oppure no. In generale, le quote giornaliere variano da circa 26 a oltre 50 euro.
La possibilità di usufruire di un posto letto convenzionato dipende dall'accertamento della non autosufficienza da parte dell'Unità valutativa geriatria e l'invio nella RSA deve essere disposto dall'ASL competente, altrimenti la retta è totalmente a carico della persona ricoverata.
Nel caso in cui la persona si trovi nell'impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore o, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, abbisogni di un'assistenza continua, potrà disporre dell'indennità di accompagnamento, indipendentemente dalla sua situazione economica. Sono escluse dall'indennità solo le persone ricoverate gratuitamente in istituto.


Assistenza domiciliare integrata

L'Assistenza domiciliare integrata (ADI) permette al cittadino di usufruire a domicilio di un programma assistenziale personalizzato per evitare il ricovero in ospedale o in casa di riposo o per essere dimesso con un programma adeguato di assistenza.
L'ADI è curata da un accordo tra l'ASL e i Comuni.
L'assistenza domiciliare integrata semplice

Offre prestazioni infermieristiche o riabilitative a persone con ridotta capacità di autosufficienza per lo più di età avanzata, per soddisfare i bisogni come medicazioni, prelievi, cambio catetere, ecc.

Per ottenere l'ADI semplice:
  • il cittadino si rivolge al proprio medico di medicina generale;
  • il medico valuta il bisogno del soggetto e, se necessario, propone le prestazioni sanitarie di tipo semplice e segnala il caso al Distretto.
Assistenza domiciliare integrata complessa
Offre un insieme di prestazioni mediche, infermieristiche, riabilitative e socio-assistenziali a persone gravemente non autosufficienti, per soddisfare bisogni complessi di salute.
Nell'ambito dell'erogazione di queste prestazioni, il medico di medicina generale ha la responsabilità unica e complessiva del paziente.

Presupposti indispensabili per l'attuazione dell'ADI complessa sono:
  • il riconoscimento di bisogni assistenziali complessi tali da non poter essere soddisfatti dall'intervento della sola figura infermieristica e/o sociale;
  • la disponibilità del medico di medicina generale a coordinare tutti gli interventi assistenziali secondo un programma concordato con il Distretto;
  • la disponibilità del nucleo familiare a collaborare al piano assistenziale proposto.
La richiesta di ADI complessa può essere fatta al Distretto di residenza dalla persona interessata, dai familiari, dal medico di medicina generale o dell'ospedale e dal Servizio Sociale dell'ASL o del Comune di residenza.
In caso di domanda individuale è opportuno che la stessa venga proposta tramite il medico di medicina generale.

Il percorso prevede i seguenti passaggi:

  • il cittadino si rivolge al proprio medico di medicina generale;
  • il medico valuta il bisogno del soggetto e, se ritiene necessario, segnala il caso al Distretto per una valutazione più approfondita;
  • il Distretto attiva l'ADI complessa, dopo una valutazione congiunta tra i medici responsabili, il Servizio Sociale del Comune di residenza, il responsabile del servizio infermieristico e altre eventuali figure secondo le specifiche necessità del caso.
L'accesso al servizio è garantito entro un mese dall'accettazione della domanda, salvo lista d'attesa, compilata a seconda della priorità.


Servizio socio-assistenziale

Il Servizio socio-assistenziale si rivolge ai cittadini che vivono situazioni di disagio familiare, economico, sociale ed educativo. Lo scopo principale consiste nel rendere un servizio di accoglienza a chi ne ha bisogno, passando attraverso l'ascolto del problema che la persona pone sotto forma di sostegno e orientamento psicologico e sanitario.
Il servizio, quindi, si compone di due fasi:
- l'ascolto del bisogno;
- la proposta di un mezzo per la soluzione del bisogno.
Il Servizio interviene sulle necessità per sostenere il singolo e la famiglia.
Gli interventi socio-assistenziali sono attuati a partire dall'analisi delle esigenze di assistenza, con il coinvolgimento fattivo della persona, nel rispetto della sua dignità, della sua libertà e delle sue convinzioni personali.


Unità di valutazione geriatrica

L'Unità valutativa geriatrica (UVG) è una Commissione dell'ASL e dell'Ente gestore dei servizi socio-assistenziali che ha la funzione di valutare le condizioni psico-fisiche e ambientali della persona anziana e il suo grado di autonomia, tenendo conto delle esigenze di ciascuno, della famiglia, delle risorse dei servizi, al fine di elaborare un progetto di assistenza.
Questa valutazione ha come obiettivo un miglioramento delle diagnosi dello stato dell'anziano, della scelta del luogo di cura, dello stato affettivo e cognitivo, nonché una riduzione del consumo dei farmaci, dei costi di gestione, degli accessi all'ospedale e una diminuzione della mortalità.
Fanno parte dell'UVG operatori sanitari di diverse discipline, integrati dall'assistente sociale che ha in carico la persona anziana, dal medico curante e/o da altre figure professionali specialistiche.
Qualora l'UVG si esprima per il ricovero in struttura, verrà assegnato alla persona anziana un punteggio che tenga conto, oltre del grado di salute ed autonomia, anche della situazione abitativa e socio-familiare. Il punteggio attribuito regola l'accesso ai posti disponibili nelle strutture convenzionate e dà diritto al richiedente di fruire della partecipazione dell'azienda sanitaria al pagamento della retta.

Case albergo

Le case albergo sono un complesso di appartamenti autonomi che dispongono di alcuni servizi collettivi, come la sala riunione, il soggiorno e la sala da pranzo comune, servizi igienici e servizi di lavanderia e pulizia. Nelle case albergo sono anche previsti alcuni servizi di assistenza di base, come l'ambulatorio, il pedicure, il barbiere e il parrucchiere, insieme con un programma di attività ricreative e culturali interne ed esterne.
Possono usufruire delle case albergo principalmente le persone pensionate, sole o in coppia, che non hanno bisogno di un'assistenza particolare e che vogliono condurre una vita autonoma in un ambiente di comunità, utilizzando, se gradiscono, gli spazi e i servizi comuni.
Le case albergo, come anche le case di riposo o le case protette, devono essere autorizzate dai Comuni, secondo standard di qualità stabiliti a livello regionale e dalla ASL competente per l'aspetto igienico-sanitario. La retta della casa albergo è determinata dalla singola struttura e prevede una quota di partecipazione a carico degli utenti stabilita dai Comuni e dalle Regioni in base al redditi.


Casa protetta

Le persone anziane che hanno bisogno di assistenza generica e che non possono essere aiutate dai propri familiari possono decidere di lasciare la propria casa e di andare a vivere temporaneamente o permanentemente in una casa protetta. Nelle case protette, terapisti, medici e infermieri garantiscono l'aiuto nelle attività quotidiane e l'assistenza sanitaria di base, mentre altro personale organizza il servizio di ristorante e di lavanderia e le attività ricreative e culturali.
Le camere delle case protette devono avere stanze a uno o a due letti, con bagno privato. La retta è stabilita dall'Ente che gestisce la struttura e può essere in parte a carico del Comune di appartenenza e in parte a carico del cittadino. Per informazioni sulle case protette presenti nella zona in cui si è residenti è necessario contattare l'Assistente Sociale del proprio Comune o della propria circoscrizione.


Residenze assistenziali flessibili (R.A.F.)

Le Residenze assistenziali flessibili (R.A.F.) sono strutture socio-assistenziali di "ospitalità permanente" con l'obiettivo di fornire accoglienza, prestazioni assistenziali e di recupero a persone in condizioni psico-fisiche di parziale autosufficienza o di non autosufficienza per cause sopravvenute durante il ricovero, a meno che, esigenze di carattere sanitario accertate non richiedano il ricorso a soluzioni diverse.
Si fa ricorso alle R.A.F. quando non è possibile attivare un programma di Assistenza domiciliare integrata (A.D.I.) e quando non sono necessarie cure e prestazioni sanitarie tipiche delle Residenze sanitarie assistenziali (R.S.A.).
Le R.A.F. forniscono prestazioni sanitarie analoghe a quelle erogabili attraverso l'A.D.I.
I presidi o reparti R.A.F. possono avere una capienza variabile tra i 10 e i 60 posti letto e sono attivi nell'arco delle 24 ore, per l'intera settimana o per tutto l'anno. Inoltre, le R.A.F. garantiscono il dignitoso soddisfacimento dei bisogni primari e assistenziali degli ospiti.

Le strutture semiresidenziali

Sono strutture aperte almeno sei-otto ore al giorno che offrono vari servizi di natura socio-assistenziale.
L'obiettivo di questi servizi è aiutare le persone anziane a mantenere la propria autonomia e a vivere nella propria casa. Gli utenti possono usufruire dell'ospitalità e dei servizi del centro per una parte della loro giornata.
Tra i diversi tipi di servizi rientrano: le prestazioni sanitarie di base, le prestazioni socio-assistenziali, la riabilitazione, occasioni di incontri culturali e di socializzazione, assistenza nelle attività quotidiane come il servizio pasti, lavanderia e pulizia.
Vi si accede attraverso il Servizio Sociale della zona di residenza. 

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