mercoledì 21 gennaio 2015

Nuova indennità di disoccupazione a partire da Maggio

                                                Nuova indennità di disoccupazione: La Naspi

Dal prossimo Maggio 2015 andrà in vigore la Naspi che sostituirà l'Aspi e Mini Aspi ecco i beneficiari: ai lavoratori privati  con contratto a tempo indeterminato e ai lavoratori, sia pubblici che privati con contratto a tempo determinato che perderanno i lavoro per cause non dipendenti dalla loro volontà e spetterà per un massimo di 24 mesi.




Requisiti per avere la Naspi

A disciplinarlo è l’art. 3 del Decreto attuativo al Jobs Act, legge 183 del 2014. La nuova Assicurazione sociale per l’impiego (NASPI) è riconosciuta ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che presentino congiuntamente i seguenti requisiti:
  • siano in stato di disoccupazione ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera c) del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni;
  • possano far valere, nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, almeno tredici settimane di contribuzione;
  • possano far valere diciotto giornate di lavoro effettivo o equivalenti, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.
Naspi in caso di disoccupazione e risoluzione consensuale. La nuova Aspi, ossia la NASpI, è riconosciuta anche ai lavoratori che hanno rassegnato le dimissioni per giusta causa e nei casi di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro intervenuta nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, come modificato dal comma 40 dell’articolo 1 della legge n. 92 del 2012.

Calcolo e importo della Naspi

L’art. 4 del Decreto attuativo disciplina il calcolo e la misura della nuova indennità di disoccupazione, ex Aspi e ora chiamata Naspi, che ricordiamo è in vigore da maggio 2015.
Calcolo Naspi. La NASpI è rapportata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni utili, comprensiva degli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive, divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il numero 4,33.
Nei casi in cui la retribuzione mensile sia pari o inferiore nel 2015 all’importo di 1.195 euro mensili, rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente, l’indennità mensile èpari al 75 per cento della retribuzione.
Nei casi in cui la retribuzione mensile sia superiore al predetto importo, l’indennità è pari al 75 per cento del predetto importo incrementato di una somma pari al 25 per cento del differenziale tra la retribuzione mensile e il predetto importo.
Il lavoratore che percepisce la Naspi ha diritto nei casi previsti anche all’assegno per il nucleo familiare (ANF), come già accedeva per l’indennità di disoccupazione e l’Aspi.
Importo massimo Naspi 2015 pari a 1.300 euro mensili. L’indennità mensile della nuova Aspi non può in ogni caso superare nel 2015 l’importo massimo mensile di euro 1300, rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente.
La riduzione mensile della Naspi. L’indennità della nuova indennità di disoccupazione ex Aspi è ridotta progressivamente nella misura del 3 per cento al mese dal primo giorno del quinto mese di fruizione. Per gli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1 gennaio 2016 tale riduzione si applica dal primo giorno del quarto mese di fruizione.
Alla NASpI non si applica il prelievo contributivo di cui all’articolo 26 della legge 28 febbraio 1986, n. 41, ossia la riduzione dell’importo in misura pari all’importo derivante dall’applicazione delle aliquote contributive previste a carico degli apprendisti.

Durata della Naspi

L’art. 5 stabilisce che “la NASpI è corrisposta mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni”. Ne consegue che la durata massima della nuova indennità di disoccupazione, ex Aspi, sarà pari a due anni (quando il lavoratore ha lavorato per 4 anni consecutivi con 52 settimane di contribuzione accreditate all’anno nei 4 anni precedenti la domada). Ma questo fino al 2016.
Lo stesso articolo 5 stabilisce che “per gli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1 gennaio 2017 la durata di fruizione della prestazione è in ogni caso limitata a un massimo di 78 settimane”. Pertanto massimo 1 anno e mezzo di Naspi spettante ai lavoratori.
L’art. 5 stabilisce infine che “ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione”.

Come si presenta la domanda

L’art. 6 del Decreto attuativo al Jobs Act in materia di ammortizzatori sociali non disciplina in materia concreta le modalità di presentazione della domanda per ottenere la nuova indennità di disoccupazione che sostituisce l’Aspi e la Mini Aspi, ossia la nuova Naspi. L’art. 6 si limita a stabilire che “la NASpI è presentata all’INPS in via telematica, entro il termine di decadenza di sessantotto giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro”.
Resta quindi lo stesso termine storicamente previsto per la presentazione della richiesta per avere l'indennità di disoccupazione. il lavoratore rimasto disoccupato ha tempo per presentare la domanda quindi fino al sessantesimo giorno dall'ultimo giorno di lavoro ( data di licenziamento o data fine del rapporto nel caso di un contratto a termine)

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