domenica 18 gennaio 2015

Higuain porta il Napoli al terzo posto

Prestazione strepitosa dell'argentino, che va a segno al 18' del primo tempo con la complicità di Berisha ma si dimostra in grado di impegnare da solo la difesa biancoceleste: capitolini padroni del campo nei primi 45', meglio gli azzurri nella ripresa





ROMA – Higuain logora chi non ce l’ha. Il Napoli che sbanca l’Olimpico biancoceleste in una mattinata dal forte significato in chiave terzo posto è tutto, o quasi, nel talento del suo straordinario centravanti. Un finalizzatore sublime che riesce allo stesso tempo a fare reparto praticamente da solo e a rendersi pericoloso in ogni frangente. Il settimo gol dell’argentino in quattro confronti contro la Lazio vale il sorpasso ai danni dei biancocelesti, in campo con una formazione fortemente rimaneggiata e ciononostante capaci di controllare il gioco per tutto il primo tempo, per poi lasciarsi andare a un assalto privo di troppo raziocinio in una ripresa che ha visto il Napoli – pardon, Higuain – andare spesso a un passo dal raddoppio.

LE ASSENZE – Partenopei a Roma con una fascia sinistra difensiva da inventare: fuori Zuniga, Ghoulam e Britos. Benitez fa la cosa più logica: lancia il nuovo acquisto Strinic, tutt’altro che un ripiego. Il croato si dimostra pronto per la Serie A, mettendo il guinzaglio a un Candreva propositivo come sempre ma molto impreciso al momento di servire Djordjevic. Ben altri i problemi affrontati da Pioli: Marchetti squalificato, infortunati Gentiletti, de Vrij, Mauri, Felipe Anderson e Lulic. Il tecnico laziale schiera la decima linea arretrata diversa in 19 giornate, con la coppia centrale Cana-Radu testata soltanto nei minuti finali del derby di domenica scorsa. Non il massimo per fronteggiare Higuain, che al 18′ mette a segno la rete che decide la sfida.

BERISHA IMPRECISO – Mertens, preferito ad Hamsik, lancia l’argentino alle spalle di Radu. Il rumeno è disorientato, prova il recupero disperato e sembra riuscire nel suo intento, mandando l’ex Real Madrid sull’esterno. Al “Pipita” cambia poco, c’è un angolo per provare la conclusione. Destro violentissimo al corpo di Berisha, l’albanese fa rimpiangere Marchetti, mancando una parata ampiamente alla portata. Su questo vantaggio, il Napoli costruisce la sua partita. La Lazio, per la prima volta in campo con Ledesma e Biglia insieme – il vicecampione del mondo agisce da intermedio destro – impiega qualche minuto per reagire. E’ proprio l’ex Anderlecht a suonare la carica, con un destro da lontano che esce di pochissimo.

IL NAPOLI SBANDA – Candreva e Keita salgono di ritmo, alla mezz’ora Parolo incorna un calcio di punizione di Ledesma: traversa piena a Rafael battuto. L’occasione più grande capita su uno dei piedi meno nobili della contesa. Basta mette in mezzo da destra, Maggio si fa attirare centralmente e alle sue spalle spunta Cavanda. Il terzino è solo, potrebbe stoppare e andare alla conclusione da due passi ma preferisce calciare al volo col mancino, facendo tirare un sospiro di sollievo a Rafael e a Benitez. Dopo venti minuti di apnea, il Napoli si riaffaccia con un destro centrale di Strinic. Brivido anche in chiusura di tempo: Cana di testa spreca sugli sviluppi di un angolo, Candreva a porta vuota colpisce il palo a gioco fermo, era in offside.

IL CAMBIO CHE SBILANCIA LA LAZIO – Pioli ha pochissime soluzioni in panchina, una di queste è Miro Klose: il tecnico inserisce il tedesco togliendo un opaco Ledesma, i biancocelesti perdono le misure in campo e il Napoli cresce specialmente in fase di ripartenza, mantenendo un’attenzione difensiva altissima, con Albiol padrone del pacchetto arretrato. Nei primi 10′ del secondo tempo Higuain sfiora in due occasioni il raddoppio: azioni in fotocopia, con l’argentino libero di puntare in uno contro uno prima Radu – sinistro ben respinto da Berisha – e poi Cana. Il diagonale destro esce di un nulla, tra le due sfuriate c’è spazio per le proteste laziali. Keita scappa in contropiede e prova un tocco per l’inserimento di Parolo, il braccio di Albiol che respinge è attaccato al corpo, l’effetto flipper scaraventa la sfera su quello di Maggio, molto largo. Per Rizzoli è un tocco involontario, si prosegue.

POCHI RISCHI – La Lazio a due centravanti – Klose e Djordjevic – più due ali non convince, il tedesco parte troppo lontano dalla porta per evitare di sovrapporsi col serbo e il Napoli, di fatto, non rischia praticamente più nulla. Benitez mischia le carte, richiamando Mertens per Hamsik. Radu per poco non permette a Higuain di volare a tu per tu con Berisha, franando sul pallone da ultimo uomo: l’argentino non riesce a portargli via la sfera. Padroni di casa vicini al pari soltanto con Keita, che raccoglie un cross di Candreva ma sbaglia la scelta decisiva, portandosi il pallone sul mancino invece che sul destro. Conclusione respinta, è l’ultimo sussulto dei ragazzi di Pioli, che prova a giocarsi le carte Cataldi e Pereirinha: il portoghese è decisivo nel negare a Callejon il raddoppio in pieno recupero, con lo spagnolo che manca il bersaglio a porta vuota con il petto su ottimo invito di Hamsik. Finisce 0-1, decide Higuain. L’uomo-Napoli.

LAZIO-NAPOLI 0-1 (0-1)
Lazio (4-3-3): Berisha 5; Basta 6, Cana 6.5, Radu 5.5, Cavanda 6 (38′ st Pereirinha sv); Biglia 6, Ledesma 5.5 (1′ st Klose 5.5), Parolo 6 (36′ st Cataldi sv); Candreva 6, Djordjevic 6, Keita 5.5. (Strakosha, Guerrieri, Novaretti, Konko, Onazi, Tounkara). All.: Pioli
Napoli (4-2-3-1): Rafael 6; Maggio 6, Albiol 7, Koulibaly 6, Strinic 6.5; Lopez 6, Gargano 6; Callejon 5.5, De Guzman 6 (38′ st Jorginho sv), Mertens 6 (17′ st Hamsik 6); Higuain 7.5 (41′ st Zapata sv). (Andujar, Colombo, Henrique, Mesto, Inler, Gabbiadini). All.: Benitez
ArbitroRizzoli
Rete: 18′ pt Higuain
Ammoniti: Ledesma, Parolo, Keita, Gargano, Lopez
Recupero: 2′ e 5′


Fonte La Repubblica.it

Nessun commento:

Posta un commento

""."ca-pub-9603897488238814",